sabato 7 marzo 2009

“It's Not a Fashion Statement...”: Parliamo di Emo (Parte 1/3)


L’emo è un movimento rock che risale alla fine degli anni 80. Originariamente noto come emocore, raccoglieva band della costa atlantica americana che cercavano di conciliare la durezza dell’hardcore rock con testi di grande sincerità emotiva. Col tempo l’emo si è ramificato in una molteplicità di varianti, alcune musicalmente molto innovative. Quello che però mi interessa discutere qui (e nei prossimi due post) è il mainstream emo – il fenomeno rock che negli ultimi 5/7 anni ha fatto breccia nei circuiti radiofonici generalisti e nella programmazione televisiva.

Come identificare una band mainstream emo?

SUONO. Pesante, veloce, melodico – almeno nelle intenzioni. Idealmente, un buon pezzo mainstream emo traveste una melodia pop con sonorità hard rock.

TESTI. Temi affrontati da un pezzo mainstream emo solitamente includono (i) depressione per una ragazza che non ti considera; (ii) depressione per una ragazza che ti ha tradito; (iii) depressione per una ragazza che non vuole capire che è finita; (iv) depressione per una ragazza che ti ha lasciato; (v) varie combinazioni dei punti precedenti.

TITOLI. Il titolo di una canzone mainstream emo che si rispetti deve essere abbastanza lungo da non essere interamente visibile sul display di un iPod. Ad esempio: “The Only Difference Between Martyrdom and Suicide Is Press Coverage” (Panic! At the Disco); “Sweat the Battle Before the Battle Sweats You” (Cute is What We Aim for); “You Know What They Do to Guys Like Us in Prison” (My Chemical Romance).

LOOK. Taglio asimmetrico, etti di eyeliner, t-shirt nera, skinny jeans, Converse. Per i più sofisticati: cravattino allentato su camicia con maniche arrotolate, che permettono di mostrare i tatuaggi sugli avambracci (il poster boy emo Pete Wentz dei Fall Out Boy nell'immagine).

Ma l’elemento più rilevante per una band emo, quello che ne determina la fortuna commerciale, è la devozione dei propri fan. Tutti i maggiori gruppi mainstream emo vantano una comunità di fan ben organizzata che mantiene siti web e discussion board, richiede alle radio di programmare canzoni dei propri beniamini, ne promuove incessantemente dischi e concerti. L’emo è il movimento musicale Internet per eccellenza, non potrebbe esistere se MySpace, blog, siti dedicati non mantenessero un contatto continuo tra persone con gusti musicali affini e le loro band preferite, fomentando un fanatismo talebano.

L’emo è diventato un movimento mainstream perché permette alle case discografiche di sopravvivere in un mondo dove si vendono sempre meno dischi, facendo leva proprio sui gruppi di fan:
  • Il modello di sfruttamento tradizionale di una band concentra i ricavi in un solo prodotto (un disco ogni due/tre anni) venduto al massimo numero di persone possibili – con la casa discografica che si fa carico degli ingenti costi di promozione. L'etichetta di solito si limita a trattenere una quota dei proventi dei dischi, a fronte di un anticipo commisurato al potenziale commerciale dell'artista
  • Il modello emo concentra i ricavi su una base fan ristretta, cui pero' vengono offerte continue opportunità di partecipare alla vita della band (oltre ai dischi, anche eventi, download di canzoni inedite, merchandise) – con le stesse comunità di fan che contribuiscono alle attività di promozione. Case discografiche con un forte identità emo come Fueled by Ramen spesso utilizzano una nuova tipologia di contratto discografico, il “multiple rights” o 360: a fronte di maggiori anticipi agli artisti e della copertura delle spese dei tour, il contratto permette all'etichetta di trattenere anche una fetta dei proventi dei concerti e del merchandise, oltre ad una parte dei ricavi dalle vendite di dischi.
In definitiva, l’evoluzione mainstream dell’emo si spiega come reazione dell’industria musicale al continuo calo di vendite di dischi, alla frammentazione del mercato musicale in tribù isolate e al tramonto della figura dell’artista rock globale - che con la propria musica riusciva a parlare a milioni di persone in tutto il mondo.

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